Il caso Antonio Tufano continua a suscitare reazioni a Como. L’ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia si è dimesso dopo il danneggiamento del lunotto dell’auto della ex compagna, colpito con una mazza da baseball. Sulla vicenda sono intervenuti il Movimento 5 Stelle e il Coordinamento donne democratiche, con posizioni differenti ma unite dalla richiesta di affrontare il tema della violenza anche attraverso l’educazione.
Il richiamo del Movimento 5 Stelle
Federica Douglas Scotti, responsabile del gruppo territoriale comasco del Movimento 5 Stelle e delle Politiche di genere, ha spiegato che l’intervento non nasce dall’intenzione di alimentare una gogna mediatica. L’obiettivo, ha sottolineato, è richiamare l’attenzione sulla persistenza di modelli culturali e sociali che possono favorire comportamenti di controllo, intimidazione e sopraffazione.
Secondo Scotti, i ruoli di genere rigidi vengono trasmessi già durante l’infanzia attraverso i modelli presenti nella vita quotidiana, compresi quelli proposti da film e favole. Questi schemi possono influenzare il modo in cui bambini e ragazzi costruiscono le relazioni e imparano a riconoscere ed esprimere le proprie emozioni.
Per il Movimento 5 Stelle, una parte della risposta deve quindi passare dalle scuole. L’educazione dovrebbe aiutare i più giovani a individuare i meccanismi che alimentano violenza, bisogno di approvazione e intimidazione. Scotti ha riconosciuto i passi avanti compiuti, ma ha osservato che la consapevolezza collettiva sul patriarcato non sarebbe ancora pienamente maturata.
Le critiche delle donne democratiche
Il Coordinamento donne democratiche di Como, in una nota firmata da Rita Calì, ha invece contestato la spiegazione fornita da Tufano. L’ex consigliere aveva dichiarato di avere rotto il lunotto per impedire alla donna di mettersi alla guida dopo aver bevuto. Per il Coordinamento, si tratta di una giustificazione paternalistica che convince poco.
La nota definisce grave il danneggiamento dell’auto e interpreta il gesto come un possibile segnale di una dinamica di controllo. Nel documento viene inoltre richiamato un precedente episodio di violenza attribuito a Tufano. Il Coordinamento collega dunque il caso alla necessità di interrogarsi sulle forme, anche non immediatamente riconoscibili, che possono assumere il controllo e la violenza nelle relazioni.
Le donne democratiche hanno infine rivolto un appello al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, atteso prossimamente a Como, chiedendo l’introduzione dell’educazione sessuoaffettiva nelle scuole. La richiesta è che questo intervento venga realizzato il prima possibile, considerandolo uno strumento per rafforzare consapevolezza e prevenzione tra gli studenti.