Il mondo della scuola pubblica italiana è descritto come attraversato da un crescente malessere tra gli insegnanti. La denuncia, diffusa attraverso gruppi social e chat frequentati dal personale scolastico, contesta la distanza tra la comunicazione del Governo e le condizioni quotidiane vissute negli istituti. Nel mirino finiscono gli aumenti salariali, considerati limitati, le nuove assunzioni, ritenute insufficienti a compensare i pensionamenti, e gli annunci relativi all’assicurazione sanitaria e all’insegnamento dell’inglese.
Il documento concentra l’attenzione soprattutto sull’ampliamento delle responsabilità affidate agli insegnanti. Oltre alle attività didattiche, ai docenti verrebbero richiesti compiti riconducibili all’educazione, al sostegno sociale, alla gestione burocratica e all’assistenza degli studenti. Si tratta, secondo la denuncia, di funzioni spesso non riconosciute dal contratto e svolte facendo ricorso al senso di responsabilità e allo spirito di servizio della categoria.
Più incarichi e risorse limitate
Tra gli ulteriori impegni vengono citati la gestione di progetti e corsi, i coordinamenti, le sostituzioni, la partecipazione alle gite e altre attività organizzative. Il compenso per le ore aggiuntive dovrebbe essere attinto dal fondo d’istituto, descritto come sempre più ridotto rispetto alla quantità di lavoro richiesta. La situazione, sostiene il documento, inciderebbe sul riconoscimento professionale degli insegnanti, già penalizzati da retribuzioni considerate inferiori a quelle dei colleghi europei.
La critica riguarda anche il rapporto tra istruzione statale e istituti privati. Secondo la posizione espressa nel testo, alla scuola pubblica verrebbero destinate risorse insufficienti, mentre il personale sarebbe progressivamente caricato di mansioni e responsabilità senza adeguate tutele. Il quadro viene definito potenzialmente esplosivo, sulla base delle discussioni presenti nei canali digitali frequentati dagli insegnanti. Si tratta, tuttavia, di una lettura e di una denuncia provenienti dal movimento di protesta, non di una rilevazione statistica citata nell’articolo.
La proposta di protesta
In questo contesto starebbe prendendo forma un movimento spontaneo di sciopero bianco, ispirato all’azione degli insegnanti dell’Alto Adige e orientato, nelle intenzioni dei promotori, a diventare un coordinamento nazionale. Una delle ipotesi consiste nella sospensione temporanea della partecipazione ai viaggi di istruzione. I docenti accompagnatori, secondo la denuncia, non avrebbero sempre copertura assicurativa e legale adeguata, non riceverebbero una diaria e non recupererebbero le ore lavorate oltre l’orario ordinario.
Un’altra forma di mobilitazione prevederebbe la rinuncia agli incarichi interni non obbligatori, tra cui funzioni strumentali, coordinamenti, corsi di recupero e supplenze. L’obiettivo sarebbe rendere visibile il carico di lavoro aggiuntivo e sollecitare un intervento sul piano contrattuale e organizzativo.
L’appello è rivolto a sindacati e forze politiche progressiste, chiamati a riconoscere il disagio del personale e le ricadute sul funzionamento degli istituti. Il Movimento Cinque Stelle ha annunciato per i prossimi mesi un dibattito pubblico sul futuro dell’istruzione, con il coinvolgimento di studenti, insegnanti, operatori, sindacati, genitori e cittadini. L’iniziativa dovrebbe mettere a confronto esperienze e posizioni sulle criticità della scuola pubblica.