Sono riprese nella mattinata di mercoledì 16 settembre le ricerche di Maria Amparo Zanon Gonzalez, la donna di 62 anni scomparsa da quattro giorni nei boschi della Sighignola, in Alta Valle Intelvi. Le squadre impegnate nelle operazioni si sono rimesse in movimento dopo il briefing operativo delle 8.30, durante il quale sono state individuate le aree da controllare.
La donna era arrivata nella zona del Bosco Meriggio insieme al marito Vincenzo per cercare funghi. Secondo la ricostruzione disponibile, i due si sarebbero addentrati nella vegetazione e, dopo circa un quarto d’ora, l’uomo si sarebbe voltato senza riuscire più a vedere la moglie, che fino a quel momento si trovava a breve distanza. Da allora di Maria non è stata trovata alcuna traccia.
Al momento della scomparsa la 62enne non aveva con sé il cellulare. Il telefono della donna era stato riposto nello zaino del marito, insieme a quello dell’uomo, per alleggerirla durante l’escursione. Non è stato quindi possibile utilizzare il segnale del dispositivo per ricostruire gli spostamenti della donna o restringere ulteriormente l’area delle ricerche.
La testimonianza sull’ultimo avvistamento
Un elemento ritenuto utile dagli investigatori è la testimonianza di una persona che avrebbe incontrato la coppia poco prima della scomparsa. A riferirne è stato il sindaco di Alta Valle Intelvi, Marcello Grandi, intervenuto nella trasmissione televisiva Dentro la notizia di Canale 5. Il testimone avrebbe visto Maria e il marito camminare tranquillamente a circa 500 metri di distanza, per poi sentire, alcuni minuti dopo, Vincenzo chiamare la moglie ad alta voce.
La ricostruzione collocherebbe quindi la scomparsa in un intervallo di tempo ristretto e confermerebbe la presenza della donna insieme al marito nel Bosco Meriggio. Durante il collegamento televisivo, il conduttore Gianluigi Nuzzi ha chiesto al sindaco se l’assenza del cellulare e gli altri elementi potessero suggerire uno scenario diverso da un incidente o da uno smarrimento. Grandi ha escluso questa ipotesi, ribadendo di ritenere attendibile il testimone.
Le operazioni nella zona impervia
L’area da controllare resta molto ampia e si trova vicino al confine con la Svizzera. La presenza di boschi fitti, pendii difficili da percorrere e numerosi crepacci rende complesse le operazioni. Sul posto stanno lavorando i tecnici del Soccorso alpino delle stazioni Lario Occidentale e Ceresio, il Soccorso alpino della Guardia di finanza, i vigili del fuoco, i carabinieri e i volontari della protezione civile.
Nei giorni scorsi sono stati impiegati anche elicotteri, droni e unità cinofile. Le squadre stanno verificando anche i punti più difficili da raggiungere e le aree in direzione del confine svizzero. Maria indossava un pile bianco, pantaloni o fuseaux neri e scarponcini con lacci rosa. Non aveva con sé uno zaino né altri oggetti utili a individuarla.
Il nipote ha intanto rinnovato sui social l’appello rivolto a chiunque possa aver visto la donna, anche soltanto di sfuggita, da sola o in compagnia. Eventuali informazioni concrete possono essere comunicate al numero 342 1682857. La famiglia ha chiesto di non utilizzare la linea per domande o richieste di aggiornamento, così da lasciarla libera per eventuali segnalazioni utili. Le ricerche proseguono.