L’obbligo di scendere dalla bicicletta e condurla a mano nelle vie del centro storico di Como rischia di creare difficoltà aggiuntive per le persone con disabilità. A segnalarlo è Mariachiara G., residente in piazza Roma, che ha scritto al sindaco Alessandro Rapinese dopo l’entrata in vigore del nuovo provvedimento.
La difficoltà negli spostamenti
La donna convive con una disabilità non visibile, che rende faticosi i tragitti a piedi più lunghi. Per questo utilizza da sempre la bicicletta, anche per riuscire a svolgere la propria attività in proprio. La possibilità di pedalare rappresenta quindi, secondo quanto raccontato nella lettera, uno strumento necessario per affrontare gli spostamenti quotidiani.
Mariachiara spiega di essere in possesso del permesso per disabili, ma di non averne richiesto uno specifico per muoversi nel centro cittadino, proprio perché finora contava sulla bicicletta per coprire le distanze più impegnative. Il nuovo obbligo, applicato alle vie del centro storico, le imporrebbe invece di procedere a piedi conducendo il mezzo, una modalità che può risultare particolarmente gravosa per chi ha dolore, affaticamento o limitazioni nella deambulazione.
L’appello al sindaco
Nella sua lettera al sindaco Alessandro Rapinese, la residente sottolinea che ogni disabilità ha caratteristiche diverse e chiede che siano considerate con attenzione. La sua condizione, precisa, non è immediatamente riconoscibile dall’esterno: nonostante ciò, incide concretamente sulla possibilità di percorrere a piedi tratti lunghi e di sostenere le attività della giornata.
Il provvedimento si aggiunge, secondo il suo racconto, alle difficoltà quotidiane legate alla patologia e alla fatica necessaria per portare avanti il lavoro autonomo. Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di offrire sostegno e aiuto, oppure almeno di evitare ulteriori ostacoli per chi deve già fare i conti con una condizione complessa. La cittadina conclude ribadendo il legame con la propria città e chiedendo che le nuove regole siano applicate tenendo conto anche delle esigenze delle persone più fragili.