Le organizzazioni sindacali e la Rsu del Comune di Como contestano la gestione del post nido di via Giussani, a Rebbio, e riaprono il confronto sull’affidamento esterno di una parte dei servizi educativi. La denuncia è contenuta in un comunicato sottoscritto da Rsu, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, Cobas Pi e Cse Flfp, datato 7 settembre 2026.
Secondo quanto riferito dalle sigle, le criticità si sarebbero manifestate fin dalla riapertura dei nidi pubblici. In particolare, la cooperativa incaricata di garantire il servizio pomeridiano nel nido di Rebbio, nella fascia compresa tra le 16.30 e le 18, non avrebbe reperito un numero adeguato di educatori. Il servizio, sempre secondo il comunicato, sarebbe quindi rimasto privo della copertura necessaria da parte del soggetto esterno.
La copertura affidata al personale comunale
Per evitare l’interruzione del post nido, l’amministrazione avrebbe fatto ricorso ai propri dipendenti. I lavoratori comunali, riferiscono i sindacati, hanno dato la loro disponibilità per garantire la presenza richiesta nella struttura. La scelta viene indicata dalle organizzazioni come la conseguenza di una carenza del soggetto privato individuato attraverso una selezione pubblica.
La vicenda viene così collegata al più ampio tema dell’esternalizzazione dei servizi educativi. Le sigle sostengono che l’amministrazione abbia preferito chiedere la collaborazione del personale interno invece di sospendere il post nido o dichiarare l’incapacità della cooperativa di assicurare il servizio. Per i sindacati, l’episodio dimostrerebbe la necessità di mantenere una gestione pubblica, con personale assunto a tempo indeterminato e in grado di intervenire anche in situazioni emergenziali.
La contestazione sui costi
Nel documento viene sollevata anche una questione economica. Secondo Rsu e organizzazioni sindacali, la soluzione adottata avrebbe comportato una duplicazione degli oneri per la collettività: da una parte i costi delle procedure di appalto o affidamento, dall’altra quelli legati all’impiego dei dipendenti comunali, compresi straordinari e indennità di turno.
La conclusione del comunicato è una critica al modello organizzativo scelto dall’amministrazione. I sindacati affermano che i limiti dell’affidamento esterno sarebbero ormai evidenti e sostengono che il personale pubblico sia stato chiamato a supplire alle difficoltà del privato. La nota si chiude con la provocazione del gatto che non riesce a prendere il topo, utilizzata per sintetizzare, nella lettura delle sigle, il rapporto tra gestione esterna e intervento comunale.