Segnalazione alpina

Tricolore logoro al rifugio Prabello: chiesta la sostituzione

Un escursionista richiama l’attenzione sulle condizioni del vessillo, esposto presso un antico presidio di frontiera.

Tricolore logoro al rifugio Prabello: chiesta la sostituzione

Una bandiera italiana strappata e fortemente logorata continua a sventolare sull’asta del rifugio Prabello, sulle montagne della Valle d’Intelvi. A segnalare la situazione è stato un escursionista, che ha richiamato l’attenzione sullo stato del Tricolore e sulla particolare collocazione del luogo in cui è esposto.

Il rifugio si trova nel territorio di Cerano d’Intelvi, a circa 1.200 metri di quota, ai piedi del Sasso Gordona e vicino al confine tra Italia e Svizzera. La struttura sorge lungo lo spartiacque che separa la Valle d’Intelvi dalla Valle di Muggio e conserva una storia legata alla frontiera: in origine era una caserma della Guardia di finanza e un posto di confine.

Un presidio storico lungo il confine

Oggi il Prabello è una meta conosciuta dagli escursionisti delle montagne comasche e rappresenta anche una tappa della Via dei Monti Lariani. Uno degli accessi parte dal Piano delle Alpi, noto anche come Alpe di Cerano, da dove il rifugio può essere raggiunto a piedi.

Proprio la posizione, così vicina alla Svizzera e legata al passato del controllo confinario, rende più evidente il contrasto tra il valore simbolico del luogo e le condizioni della bandiera. L’escursionista ha chiesto un intervento per rimuovere il vessillo deteriorato e sostituirlo, ritenendo preferibile lasciare temporaneamente vuota l’asta piuttosto che mantenere esposto un simbolo ormai ridotto a brandelli.

La richiesta di rimuovere il vessillo

La segnalazione sottolinea la necessità di garantire un minimo di cura anche per il Tricolore, considerato un simbolo che merita rispetto in qualunque luogo venga esposto. Nel caso del rifugio Prabello, secondo l’autore della segnalazione, questo aspetto assumerebbe un rilievo ulteriore per la storia dell’edificio e per la sua posizione sulla linea di confine.

La richiesta è quindi quella di ammainare al più presto la bandiera usurata e procedere alla sua sostituzione. Al momento, dal testo della segnalazione non emergono indicazioni su chi debba occuparsi dell’intervento né sui tempi di una possibile rimozione.

La vicenda riguarda un elemento apparentemente semplice, ma inserito in un contesto dalla forte valenza storica e territoriale: un antico presidio di frontiera trasformato in punto di riferimento per gli itinerari escursionistici, dove il vessillo nazionale continua a richiamare l’identità del luogo e il confine italo-svizzero.