Appuntamento culturale

PEOPLE, volti e gesti della vita quotidiana in mostra

Dal 14 al 24 agosto, due autori presentano scatti su identità, mestieri e tradizioni alla Torre delle Arti.

PEOPLE, volti e gesti della vita quotidiana in mostra

Dal 14 al 24 agosto 2026 la Torre delle Arti ospita PEOPLE – Sguardi, gesti e identità dell’umano quotidiano, esposizione fotografica firmata da Giancarlo Gimona e Beatrice Colombo. Il progetto riunisce immagini dedicate a persone, tradizioni, mestieri e frammenti di vita osservati nei luoghi in cui si svolgono.

Il percorso espositivo mette al centro la dimensione umana, senza limitarsi al ritratto. I soggetti sono raccontati nel rapporto con l’ambiente, il lavoro, le consuetudini e le culture di appartenenza. Mani impegnate nelle attività quotidiane, sguardi, mercati, pescatori, artigiani e scene di vita ordinaria compongono un racconto sull’identità individuale e collettiva.

La persona nel proprio contesto

La fotografia proposta dai due autori è prevalentemente documentaria e presta attenzione ai dettagli mantenendo, allo stesso tempo, il legame con il contesto. L’obiettivo non isola la persona dal mondo che la circonda, ma utilizza ambienti, oggetti e gesti per restituire la complessità delle esperienze incontrate.

Gimona e Colombo condividono da tempo una ricerca concentrata sulla dimensione umana e sulla narrazione dei luoghi. Entrambi legati a Bellagio, hanno collaborato a diversi progetti espositivi, spostando lo sguardo dalle dimore storiche e dai paesaggi della Brianza alle realtà conosciute durante i loro viaggi.

Un percorso tra incontri e quotidianità

Giancarlo Gimona fotografa da oltre vent’anni e ha presentato in esposizioni e concorsi lavori dedicati soprattutto alla vita quotidiana e al reportage. Beatrice Colombo affianca invece all’attività fotografica un rapporto significativo con la vita culturale bellagina e con la stessa Torre delle Arti. Entrambi hanno ottenuto riconoscimenti e qualifiche nei circuiti fotografici internazionali.

PEOPLE si inserisce così in un percorso che interpreta la fotografia come occasione di incontro. Il progetto non cerca il personaggio eccezionale, ma osserva uomini e donne nella loro normalità: un’espressione, un movimento o un gesto possono diventare gli elementi attraverso cui raccontare una storia più ampia.